Promotori:
Comunità Montana Valle Roveto
Partners: A.R.S.S.A.
Consulente Progettuale: Dott. Serafino Di Profio (Agronomo)
Beneficiari: Imprenditori agricoli e cittadini dei Comuni
di Balsorano, Canistro, Capistrello, Castellafiume, Civitella Roveto,
Morino. |
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Il "Marrone della Valle Roveto",
detto anche "Roscetta",
riscuote da tempo il favore dei consumatori e la sua diffusione si è
allargata anche al di fuori dei confini della Valle, fino a raggiungere
i mercati della Marsica e del Lazio che ne sono una conferma.
I castagneti da frutto coprivano una superficie di circa 200 ettari distribuiti
lungo la Valle Roveto e erano raggruppati in nuclei di qualche ettaro
sopravvissuti all’abbandono colturale ed agli attacchi di cancro
corticale (Cryphonectria parasitica); questi fattori avevano
determinato la graduale trasformazione della totalità dei frutti
esistenti in boschi misti.
In altre parole, lo stato generale dei castagneti della Valle Roveto era
di semiabbandono; le cure colturali erano limitate alla pulizia del sottobosco,
effettuata generalmente in primavera e prima della raccolta.
Le cultivar di castagno presenti in quest’area sono due:
La prima, così denominata
in quanto destinata all’alimentazione degi animali, deriva da piante
selvatiche, i frutti sono di piccole dimensioni e non presentano alcun
interesse commerciale, anche per le scadenti caratteristiche organolettiche.
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